KRAV MAGA VITERBO

La propedeutica

L’insegnamento del Krav Maga coniuga Training , Simulazione e Sparring.
Con Training intendiamo l’insegnamento delle tecniche “pure” che l’allievo apprende armonizzando i movimenti.
La Simulazione consiste nell’applicare queste tecniche in una condizione priva di stress, con il Maestro che corregge le impostazioni e con un avversario che è più che collaborativo.

La pratica

Entrambe le precedenti fasi costituiscono il necessario apprendimento e perfezionamento delle tecniche. A nulla servono però se non si mettono in pratica in una condizione di realistica vicissitudine. Lo Sparring perciò è l’applicazione delle tecniche sotto stress, simulando condizioni di pericolo grave. In questa fase, l’allievo prende posto al centro di una ipotetica situazione dove è circondato da diversi aggressori. Uno alla volta, chi col coltello, chi col bastone, pistola o mani nude, lo impegnano in ogni sorta di minaccia statica o aggressione dinamica. Questo allenamento fa duramente capire che la fase teorica è obbligatoria ma la pratica è imprescindibile.


Lezioni

Della durata di 90 minuti, ogni lezione inizia con il riscaldamento motorio, segue il perfezionamento delle tecniche mentre gli ultimi venti minuti sono sempre dedicati allo Sparring.


Pre conflitto

Le tecniche di autodifesa sono insegnate simulando situazioni realistiche in cui l’allievo si trova a dover fronteggiare eventi di molestia, aggressione o rapina. L’assimilazione condizionata, a forza di ripetizioni, infonde una profonda autostima e la consapevolezza di essere all’altezza in situazioni spiacevoli.

Oltre all’apprendimento delle tecniche di difesa/combattimento, assume notevole importanza la comprensione della fase che precede il contatto fisico.

Ogni conflitto è preceduto da un lasso di tempo più o meno lungo in cui gli avversari valutano la situazione.

Imparare ad utilizzare questo “stato di grazia temporaneo” per EVITARE il conflitto è più importante del saperlo affrontare.


Le situazioni di pericolo sono raggruppabili in due branche: Minacce e Aggressioni
minaccia alla gola

Minaccia

La minaccia è una situazione di tipo statico dove il malfattore affronta la vittima per l’ esaudimento di una richiesta ma non vuole ucciderla, almeno non nell’immediato. Immaginatevi bloccati con un coltello alla gola.

Può volere soldi, chiavi della macchina o anche peggio ma il suo obiettivo è quello di uscire velocemente da quella situazione con il minimo danno.

Questo concede un certo lasso di tempo per organizzare una tattica di difesa. Il tempo a disposizione è sicuramente scarso ma con l’allenamento si può ben gestire.

Aggressione

L’aggressione, al contrario, è un evento estremamante dinamico perché il malfattore si avventa contro la potenziale vittima con intenzioni risolutrici e senza preavviso.

Questa situazione degenera velocemente e non c’è tempo disponibile per organizzarsi. E’ necessario essere allenati a reagire istintivamente.

Questo fotogramma tratto da un video della Polizia di Stato vale più di mille spiegazioni


Insegnanti

Il fondatore della Scuola, Maestro cintura nera 4° Dan Girolamo Metelli, si avvale dell’affiancamento dell’istruttore cintura nera 1° Dan Alexandru Cirstea e dell’istruttore cintura nera 1° Dan Pierluigi Ferlicca, esperti nell’arte da combattimento e difesa del Krav Maga, certificati dall’allora attiva Special Combat Solution Academy Associations, Associazione Sportiva con cui c’è stata proficua e reciproca collaborazione.

Dal 29 maggio 2016, tre nuovi Istruttori sono stati certificati. Sono gli istruttori cintura nera 1° Dan Andrea Loreti, l’istruttore cintura nera 1° Dan Besmir Kryezi e l’istruttore cintura nera 1° Dan Laura Spizzichino.

Dal 16/11/2017 si aggiunge la cintura nera 1° Dan Luca Metelli ed avanzano di grado le cinture nere 2° Dan Laura Spizzichino e Besmir Kryezi.

Dal 23/05/2019 si aggiungono le cinture nere 1° Dan Lorenzo Carosi, Lorenzo Brusco detto Orso, Angelo Santoro e Matteo Lalli.


Cosa è il Krav Maga

E’ un sistema di combattimento ravvicinato – close combat – che allena a fronteggiare le situazioni di pericolo che si possono presentare ogni giorno. Quest’affermazione non deve però indurre a ritenere che si tratti esclusivamente il combattimento, anzi l’insegnamento primario è rifuggire il conflitto. L’efficacia di questo insieme di tecniche ha portato a condensarne l’essenza in pochi principi:

Semplicità: E’ la parola fondamentale del Krav Maga. Sotto stress il nostro corpo ha difficoltà ad effettuare azioni complesse, per questo motivo si affida a movimenti istintivi e riflessi, azioni che risultano semplici e dirette.
Efficacia: Non esistono coreografie ma solo il raggiungimento dello scopo. Nelle tecniche insegnate non si trova mai alcun movimento superfluo. Le varie tecniche sono composte da pochi movimenti, ognuno dei quali ha una spiegazione che ne dimostra la necessità per fronteggiare efficacemente quel tipo di aggressione.
Velocità: Apprese le varie tecniche, lavora per renderle istintive. La ripetizione di queste, in situazioni sempre diverse, automatizza i nostri movimenti rendendoli esplosivi ed istintivi cosicchè, nel momento del pericolo e quindi del bisogno, saremo capaci di reagire nel modo più rapido ed efficace. .
Sicurezza in sé stessi: La pratica costante sviluppa l’auto-controllo ed insegna a gestire lo stress. Il praticante avrà un miglior controllo delle proprie emozioni ed una tranquillità mentale che lo renderà finalmente sicuro di sé, capace di osservare e valutare correttamente per la propria sicurezza, le situazioni ed i luoghi in cui si trova.

Preconflitto

C’è un lasso di tempo, più o meno lungo che separa il sorgere del pericolo dal conflitto vero e proprio. In ambito militare o Forze dell’ordine, immaginiamo una situazione in cui un preposto al controllo di un check-point qualsiasi, divenga oggetto di “attenzioni” di un astante impudente. Mi riferisco anche al solo provare a toccare le armi in dotazione o all’essere circondato da più individui per “scherno”. Se aggiungiamo un contesto in cui, l’eventuale pubblico, giudicando interessante o addirittura divertente l’inaspettato diversivo, cominciasse pure a mostrare sorrisi volti alla ridicolizzazione del militare, ecco sorgere una tipica situazione di stress che non farebbe presagire nulla di buono. L’abilità di dominare la situazione e ristabilire l’ordine non è così scontata. Sebbene il militare sia addestrato nell’agire in conflitti anche estremi, può ragionevolmente ritenersi che sia preparato a ristabilire la propria autorità senza l’uso delle armi che anzi, a quel punto potrebbero addirittura risultare d’intralcio senza un mirato e specifico addestramento a brandeggiarle efficacemente? Noi definiamo questo periodo di tempo Preconflitto , caratterizzato da una forte componente di stress. Infatti mentre nel conflitto esplicito, il militare ha sicuramente argomenti deterrenti di cui ha ricevuto ampio addestramento e sa come tenere lontano l’aggressore, in un crescendo di adrenalina e calo di stress, nel preconflitto deve far ricorso a risorse più fini ed un autocontrollo necessario ad evitare un’escalation deleteria.

Le situazioni di preconflitto sono comuni anche nella vita civile, pensiamo ad uno scontro verbale che può nascere per un posto in parcheggio o per la fila all’anagrafe.

Si gestisce primariamente mantenendo l’avversario a distanza. Indietreggiando ed alzando autoritariamente un braccio a mò di Stop, si adotta una postura che costituisce una sorta di “guardia” portata con naturalezza da cui è però facile agire con immediatezza. Un tale addestramento aumenta gradualmente l’autostima e fa “trasparire” sicurezza agli occhi dell’avversario. A volte, tanto basta per sedare gli animi e risolvere le situazioni senza arrivare al conflitto.

Conflitto

Se tutte le buone intenzioni si rivelano inefficaci, si arriva infine al conflitto. A volte è imprevedibile, pensiamo in ambito civile alla notizia del malcapitato che fu pestato da un gruppo di balordi in treno solo perché aveva chiesto di non fumare. Oppure all’ipotetico militare che infine potrebbe venir aggredito dal civile.

E’ qui che il Krav Maga esprime la massima efficacia essendo il sistema di combattimento ravvicinato, in assoluto più veloce da apprendere, sia perché adotta le tecniche più semplici ed immediate provenienti da ogni disciplina di combattimento, sia per la simulazione che viene messa in pratica per allenare le tecniche apprese. Il metodo di insegnamento, infatti, diversamente dalle altre arti marziali, non prevede la sola fase “accademica” di ricerca della perfezione di esecuzione ma una fase di “sparring” – sinonimo di “simulazione realistica”.

Sparring

In questa fase, le varie tecniche apprese vengono testate ponendo l’allievo al centro di un verosimile cerchio di avversari i quali, uno alla volta, chi col coltello, con la pistola, a mani nude o col bastone, mettono in atto una serie di aggressioni (azione dinamica) o minacce (azione statica) per dar modo all’allievo di disarmare, dominare o al limite rifuggire la situazione. E’ svolta in condizione di affaticamento ed ogni allievo è tenuto a migliorare tutte le tecniche esprimibili, ma sicuramente si “affezionerà” immediatamente a quelle che gli riusciranno più congeniali. Infatti la filosofia del Krav Maga agevola la ricerca dell’efficacia immediata, tralasciando una iniziale ricerca della perfezione che verrà affinata con l’esperienza. Lo Sparring è praticato da tutti gli allievi da subito, anche timidamente fin dalla prima lezione.

Cosa non è il Krav Maga

Non è considerata una disciplina sportiva e non esistono perciò campionati di Krav Maga proprio a causa dell’assenza di regole utili alla salvaguardia dell’avversario, dato che in una situazione di scontro reale non esistono colpi vietati o interventi arbitrali. Non è neanche considerata propriamente un’arte marziale perché, a differenza di queste, soprattutto di matrice orientale tradizionale, non associa all’insegnamento delle tecniche anche gli aspetti culturali e filosofici. E’ dimostrabile tuttavia che all’aumentare dell’esperienza, così come succede nelle arti marziali, decresce la casistica dei coinvolti in situazioni conflittuali reali perché, al crescere dell’autostima personale, cresce la capacità di dominare e risolvere una situazione di preconflitto rimanendo sul piano verbale.

Campionati del mondo?!?!

In paradossale deroga a quanto appena scritto, di tanto in tanto si ha notizia di qualche Campionato del Mondo di Krav Maga?!?! svolto da qualche parte in Italia (non abbiamo avuto la pazienza di cercare simili manifestazioni in altre parti del mondo). Ebbene, non essendo uno sport, ovviamente non esistono “nazionali”, tanto meno incontri sportivi con regole ed arbitri sicché, andando a scavare quelle notizie, ci siamo trovati di fronte, nella migliore delle interpretazioni, a delle “dimostrazioni” a squadre, organizzate da singole organizzazioni. Tra il 2016 e il 2017 ad esempio, si ha notizia di almeno TRE Campionati del mondo di Krav Maga: uno a San Marino, un altro in Sicilia ed uno dalle parti di Napoli. I video sono abbastanza rari da trovare, che è abbastanza strano per un evento epocale del genere ma con un pò di pazienza qualcosa si trova.

A chi è rivolto

A chiunque ritenga di avere la necessità di apprendere un insieme di tecniche mirate a fronteggiare potenziali situazioni di pericolo che possono riguardare se stessi, la propria famiglia o i colleghi con cui condivide un’azione peculiare lavorativa in ambito nazionale o estero, in contesto urbano o meno, a mani nude o armate.

A uomini e soprattutto donne, le quali solitamente possono contare su una minore possanza fisica, cercando così di sopperire con una maggiore tecnica. Ad atleti o sedentari perché il Krav Maga è adattabile ed adottabile nella forma che più riesce congeniale. Non ci sono prove per superare gradi e non sono previste cinture in quanto non ci si deve mai sentire “arrivati”. Un vetro tagliente, usato a sorpresa, può tagliare la gola del più preparato marzialista colto alla sprovvista mentre passeggia tra la folla.

Tecniche trattate

Premesso che tutte le situazioni di pericolo possono essere ipotizzate e quindi addestrate, in ambito militare è possibile effettuare:

  • disarmo di avversario armato: si tratta di situazioni molto ravvicinate di difesa a mani nude in cui si è sottoposti a minaccia o aggressione tramite qualche sorta di arma, propria o impropria: coltello, pistola, catena, bastone, bottiglia rotta, ecc..;
  • controllo dell’avversario: si tratta di azioni mirate alla manipolazione fisica dell’avversario. Si intendono quelle tecniche che permettono di bloccare o tradurre a forza, costringendo l’avversario in dolorose e controllanti leve articolari. Rientrano in questo caso anche tutte le tecniche di Fermo e Arresto;
  • protezione v.i.p.: azione sinergica di più operatori che se non attentamente addestrata può causare reciproco intralcio, vanificando o peggiorando la situazione;
  • combattimenti a mani nude: varie discipline si intrecciano in questa casistica, condensabili sommariamente in un acronimo: M.M.A. Le Mixed Martial Arts sono tecniche di combattimento che ammettono pugni, gomitate, ginocchiate e calci, oltre alla lotta a terra e tutta una sorta di bloccaggi con leve articolari (vedi arm-lock e leg-lock);
  • combattimenti a mano armata: entrambi gli avversari sono armati. Il caso più comune è il coltello contro coltello ma anche bastone contro coltello o bastone contro bastone. Sono tecniche derivate dal Kali Filippino;
  • combattimento con arma lunga: è il caso del militare che dotato di fucile, si trova a fronteggiare una o più persone non provviste di armi da fuoco. L’arma lunga costituisce un provvido elemento che brandeggiato opportunamente, moltiplica la capacità offensivo/difensiva del militare.

I nostri istruttori

Il possesso dei titoli non è da solo, garanzia di qualità, anzi il background formativo di un istruttore riveste un’importanza specifica. Ultimamente si assiste ad un fiorire di scuole di autodifesa, sorte in seguito alla crescente richiesta di sicurezza da parte delle persone, fondate da maestri provenienti dai più svariati sport da combattimento o arti marziali varie, improvvisati insegnanti di tecniche di autodifesa avanzata. Senza scontare nell’ovvio esempio del pugile o judoka d’esperienza ventennale che sicuramente ha capacità di neutralizzare un aggressore che si presenti a mani nude, non è così scontato che se la cavi altrettanto egregiamente al cospetto di un ubriaco imprevedibile che brandeggia una lama o un collo di bottiglia o anche una pistola, magari in compagnia di un degno compare che è la situazione assolutamente meno contemplata nelle arti marziali. La maggior responsabilità di un istruttore sorge nel momento che infonde falsa sicurezza nell’allievo, con conseguente pericolo che questo si cacci in guai seri, invece di rifuggirli come dovrebbe. Sebbene il maestro di cui sopra possa essere ben conscio delle proprie capacità o limiti, è un fatto che le scuole di arti marziali di qualsiasi tipo, tendano a non prevedere lo Sparring, prediligendo il perfezionamento della tecnica pura e l’istituzione di un sistema gerarchico a base di cinture, valide in seno alla specifica palestra ma che non sono rivendicabili davanti all’aggressore determinato. Per questa necessità di differenziazione, è invalsa l’abitudine a dichiarare la propria discendenza dal fondatore del Krav Maga originale ed è quello che ci apprestiamo a fare.

Discendenza dal Krav Maga originale

Il fondatore del krav maga è Imi Liechtenstein. Nel 1996, a mezzo atto notarile, pubblicò i nomi degli unici cinque istruttori da lui insigniti dei massimi gradi della disciplina. Uno di questi è il M° Haim Gideon (Gidon), presidente della I.K.M.A (Israeli Krav Maga Association) e uno degli unici due a poter vantare il grado apicale di 8° Dan, il quale ha insignito dei massimi gradi della disciplina il M° David Kahn, istruttore responsabile della I.K.M.A. Statunitense e formatore accreditato presso le forze dell’ordine e forze armate americane. In Italia tramite l’allora attiva Special Combat Solution Associations, David Kahn ha tenuto seminari e lezioni ed organizzato lezioni tenute da Haim Gideon in Israele. Girolamo Metelli ha collaborato attivamente con la Special Combat dal 2006 al 2017, guadagnando la certificazione di Istruttore Krav Maga di 4° Livello, frequentando seminari tenuti da David Kahn. Va specificato che nel percorso formativo necessario al raggiungimento dell’alto grado, era richiesto il conseguimento preventivo della qualifica di Istruttore M.M.A. E’ utile specificare che Girolamo Metelli è qualificato istruttore M.M.A. di 3° Livello, direttamente dal Legionarius Alessio Sakara con cui c’è un contatto ed un aggiornamento continuo come riscontrabile anche qui, qui, qui e qui.